Sogni fuori dal finestrino.

Se non scrivessi non sarei più io, giusto? Non ho nemmeno la minima idea di come riassumere quei quattro giorni con lui. Non ho nemmeno la minima idea del perché stia scrivendo tutto questo proprio adesso. Comunque, c’è stato un momento in cui ho davvero creduto di avere tutto quello di cui avevo bisogno nella vita: c’era la musica dei Mars a tutto volume in una cuffietta, c’era il rumore del treno in viaggio verso Venezia nell’altra e al mio fianco c’era lui. Una gamba sulla mia e la testa appoggiata sulla mia spalla. Dormiva mentre io guardavo fuori dal finestrino.

Tutto questo assomigliava alla felicità, qualsiasi cazzo di cosa voglia dire.