Paradossi.

Io sono un paradosso vivente. Voglio essere felice, eppure penso continuamente a cose che mi rendono triste. Sono pigra, e allo stesso tempo ambiziosa. Non mi piaccio, ma in realtà anche mi amo per chi sono. Dico che non mi importa, ma in realtà m’importa eccome. Voglio attenzioni, ma le rigetto quando mi vengono date. Sono una contraddizione conflittuale. Se nemmeno io riesco a capirmi, come potrebbe esserci qualcuno capace di farlo?

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Persone usa e getta.

Siamo nati in un epoca in cui le cose non si aggiustano più, si buttano e si ottiene subito qualcos’altro di nuovo. E non sto parlando solo di cellulari, computer e oggetti materiali, succede così anche con le persone. Non si tenta più di recuperare le relazioni, di mettere a posto le cose. Non si chiede più scusa perché è più facile andarsene e trovare qualcun altro. Siamo così facilmente sostituibili. C’è sempre qualcuno ‘migliore’ di noi pronto a prendere il nostro posto. Ormai non si correggono più gli errori, se hai un difetto vieni scartato a prescindere. Siamo come degli oggetti di seconda mano, o addirittura usa e getta. Così abituati ad avere tutto subito che non riusciamo a capire di cosa abbiamo veramente bisogno. Viviamo in una società che ci insegna che ha più valore avere un computer dell’ultimo modello piuttosto che abbracciare una persona lontana.

Mi rifiuto di vivere in un mondo così.

Dream

Inutile illudersi, niente sarà mai più uguale.

Ti ho amato così tanto che se ci penso ancora mi entra dentro un brivido e quel respiro lunghissimo trattenuto prima di vederti, quel respiro che finiva regolarmente sulle tue labbra, ancora lo ricordo. Mi hai dato tanto, poi sempre di meno, rendendomi schiava di quell’inizio.
Avresti dovuto affrontare solo il peso di prendere un treno, correre verso la paura e vedere il mio corpo che ti amava, le nostre anime abbracciarsi smettendo di lottare, intrecciate in una sola per rimanere.

E’ inutile illudersi, perso l’attimo niente è più uguale.

Dream