Sogno o incubo?

Ho fatto un sogno, la notte scorsa. Forse per la maggior parte delle persone sarebbe stato un incubo, ma per me no.
Ho sognato che gli mandavo un messaggio, un ultimo messaggio di addio. Uno di quei messaggi lunghi, di quelli che quando sei a metà hai già le lacrime agli occhi. In quel messaggio gli scrivevo che non riuscivo più a sopportare il peso del dolore del cuore. Che non sarei riuscita ad andare avanti ancora, senza di lui al mio fianco. Gli dicevo che avrei fatto un ultimo tentativo, l’avrei aspettato fino alla fine del giorno seguente. L’avrei aspettato fino all’arrivo dell’ultimo treno e che se non fosse sceso nemmeno da quello, mi ci sarei buttata sotto, per farla finita.
Non aveva risposto, a quel messaggio. Credevo non gliene importasse piu niente di me.
Cosi, la mattina dopo, stetti tutto il giorno seduta su una panchina, in stazione. Davanti a me vedevo treni passare, vedevo persone che provavano ad affrontarla, questa fottuta distanza.
Il tempo passava, le lancette dell’orologio giravano veloci, frenetiche. L’ultimo treno stava arrivando, e di lui non avevo visto nemmeno l’ombra, in tutto il giorno. Non ci speravo più, ormai.
Avanzai a passi lenti verso i binari, sorpassai la linea gialla. Il rullio del treno in arrivo di sottofondo, mi bastava un passo per mettere fine alla sofferenza una volta per tutte. Per riuscire a diventare finalmente un angelo, e per potergli stare finalmente affianco.
Mi sbilanciai in avanti, stavo per cadere quando una forza mi tirò per la felpa all’indietro. Urlai ‘no!’,  dentro di me avrei voluto saltare. Due mani mi presero per le guance e mi fecero voltare. Non feci in tempo a vedere i suoi occhi che mi ritrovai le sue labbra sulle mie. Era arrivato, per me. Mi aveva salvato, per la seconda volta. Avevo il viso inondato di lacrime e mi avvinghiai contro di lui con tutte le mie forze. Non volevo lasciarlo per niente al mondo.
Non riuscivo a credere di aver dubitato di lui. Di aver dubitato del suo amore. Rimanemmo li, uno tra le braccia dell’altro come se il mondo non esistesse più. Come se non ci fosse nessun’altro, apparte noi.

Allora, era un sogno o un incubo? Non mi importa, io vorrei solo potesse diventare realtà.

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